https://youtu.be/9KhYB-CtAKA

Sotto il video di Michela, la parrucchiera che è venuta da noi per lavorare più comoda, qualcuno ha scritto: «Bastava una normale lente multifocale».

Michela le lenti multifocali le porta già. Le usa per uscire, per guidare, per tutto il resto della giornata. Per il suo lavoro però abbiamo scelto un’altra lente, e qui ti spiego perché.

Come funziona una lente multifocale

Una lente multifocale ha tre zone, una sopra l’altra:

  • in alto c’è la zona per vedere lontano;
  • al centro c’è la zona per le distanze di mezzo, come lo schermo del computer o lo specchio davanti a te;
  • in basso c’è la zona per vedere da vicino e per leggere.

Nel video lo faccio vedere sul mio occhiale: ci ho disegnato tre puntini, uno per ogni zona.

Il problema di Michela: un metro davanti allo specchio

Michela lavora otto, dieci ore al giorno con lo specchio a un metro, un metro e dieci da lei. E muove la testa sempre allo stesso modo: dritta verso lo specchio, poi giù verso la testa della cliente, che è più bassa di lei.

Con una multifocale, per vedere bene lo specchio deve usare la zona di mezzo. E per arrivarci deve tirare un po’ indietro la testa, ogni volta.

Si può fare, per carità. Ma dopo tante ore, tutti i giorni, quanto è comodo?

La lente che abbiamo fatto per lei

Abbiamo costruito una lente diversa. Nella parte alta c’è proprio la sua distanza di lavoro, quella dello specchio. Nella parte bassa c’è la distanza per quando si avvicina alla testa della cliente.

Cosa cambia per lei:

  • vede bene in uno spazio più largo, perché la lente deve coprire meno distanze;
  • non deve più tirare indietro la testa: le basta il movimento che fa già quando lavora;
  • a fine giornata il collo è meno carico, e anche la schiena ne risente meno.

C’è un limite, e glielo abbiamo detto: con questo occhiale non si va in giro, perché la zona per vedere lontano non c’è. Per uscire usa l’altro occhiale, per lavorare usa questo.

Con le multifocali si sceglie sempre

Il miracolo non lo fa nessuno. Nessuna lente ti fa vedere bene a tutte le distanze e in tutte le posizioni. Ogni lente ha le sue regole d’uso, anche la più comoda, e vanno rispettate.

Se vuoi un occhiale solo per fare tutto, devi accettare qualche compromesso. Se invece hai un bisogno preciso, la lente si può costruire solo per quello: fa meno cose, ma quella cosa la fa molto più comoda.

Il tipo di lente conta: multifocale, monofocale e da ufficio sono fatte in modo diverso. Poi conta come la regoliamo sulla persona che la porta, e lì si fa la differenza.

Anche le lenti da ufficio non sono tutte uguali

Prendi le lenti da ufficio, quelle che tutti chiamano «office». Le case che le producono le fanno su misure fisse: una pensata per l’ufficio grande, una per il computer, e così via. Lasciano sempre un po’ di margine, perché non sanno a che distanza lavorerà davvero chi le porta.

Noi invece partiamo dalla tua distanza vera, misurata al centimetro. Io il computer ce l’ho a 50 centimetri, Debora magari a 70, tu a 68. Sembrano piccole differenze, ma così mettiamo la gradazione giusta nel punto giusto della lente, e la lente diventa un vestito su misura.

Se stai al computer due minuti, va bene anche l’occhiale da lettura. Se ci stai tante ore, una lente sbagliata ti stanca gli occhi e ti fa stare storto.

Passi tante ore a una distanza precisa?

Il computer, lo specchio, il banco di lavoro: se a fine giornata hai gli occhi stanchi o il collo che tira, vieni a trovarci. Misuriamo la tua distanza di lavoro e scegliamo insieme la lente giusta per te.

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